Da Eric Clapton a Syd Barrett: La Setta dei Rocker Maledetti

Un panorama costellato di stelle. Brillanti, bellissime, eppure fragili. Alcune si sono spente troppo presto, altre continuano a brillare. E’ lunga la lista dei poeti maledetti del Rock, una costellazione di grandi star alle prese con i demoni della mente e spesso del cuore.

Un elenco lunghissimo di vite da raccontare, tra le quali c’è sicuramente quella di Eric Clapton, della sua infanzia, delle sue storie d’amore tormentate, dei suoi eccessi: c’è anche questo nel documentario “Life in 12 Bars” della regista Lili Fini Zanuck, evento speciale nelle sale cinematografiche il 26, 27 e 28 febbraio.

“…It’s better to burn out than to fade away…”

Quello di Kurt Cobain è stato l’urlo di una generazione, quella che nel 1991 riacquistò la voce con il grido di Smells Like Teen Spirit. La dipendenza dall’eroina e le pressioni dei media hanno portato il frontman dei Nirvana alla disperazione totale.

Kurt pose fine al suo percorso artistico l’8 aprile 1994, sparandosi con un colpo di fucile e lasciando una lettera – manifesto del suo essere e della sua sensibilità. Cobain divenne icona di una generazione e migliore artista degli anni Novanta. Morì a 27 anni, come tante altre star della storia della musica.

“…I’m the Lizard King, I can do anything…” 

Provocazioni, arresti, testi censurati, grida primordiali. E una vita da maledetto per eccellenza. Jim Morrison, il frontman dei Doors, il Re Lucertola profeta della libertà e cantore della ribellione contro le autorità tra il 1965 e il 1970, è uno dei maggiori simboli del Rock estremo.

Perché Jim era in tutto estremo, nei testi, nei concerti e nella vita: impossibile riassumere in poche righe quello che Morrison ha rappresentato per quegli anni, un Dioniso che cantava il delirio e le porte della percezione da oltrepassare. La sua morte, avvenuta il 3 luglio del 1971, è ancora avvolta nel mistero. Anche lui è membro dello storico Club 27, ristretta “cerchia” di artisti scomparsa a 27 anni: all’epoca morirono in pochi anni Brian Jones, Jimi Hendrix e Janis Joplin.

“…Remember when you were young…” 

Lui li aveva abbandonati. I Pink Floyd scrissero e cantarono capolavori pieni di riferimenti all’ex compagno in fuga. Syd Barrett è stato fondatore e leader della storica band britannica.

Genio e assoluta sregolatezza, Syd abbandonò il gruppo nel 1968: il suo talento era portato a livelli estremi dall’anticonformismo e da una mente fragile, tale da portare l’artista a convivere con un forte crollo psicologico. Lasciò la band, si disinteressò della popolarità dopo una breve carriera solista e semplicemente sparì, diventando rapidamente leggenda.

British guitarist Eric Clapton performing on stage at the Nassau Coliseum in Long Island, New York on June 30, 1974. (Photo by Michael Putland/Getty Images)

Il lato oscuro di Slow Hand

 Leggenda tra le leggende, il lato oscuro di Eric Clapton sarà raccontato da “Life in 12 Bars”, il documentario della regista Lili Fini Zanuck, evento speciale nelle sale cinematografiche il 25, 26 e 27 febbraio. Amori tormentati, un figlio perduto, una via crucis tra alcol e droga. Anche questa è la leggenda di Slow Hand.